Consiglio veneto approva manovra di assestamento del bilancio 2020

Consiglio veneto approva manovra di assestamento del bilancio 2020

Venezia 28 novembre 2020 –    Via libera dal Consiglio regionale del Veneto alla manovra di assestamento del bilancio regionale 2020. Hanno votato a favore i consiglieri della maggioranza, contrari i rappresentanti dei gruppi di opposizione. Si tratta di manovra compensativa– ha spiegato in aula il presidente della prima commissione Luciano Sandonà (Lista Zaia), relatore della legge – resa necessaria per adeguare i conti di previsioni all’impatto generato dalla pandemia da Covid 19. In particolare – ha spiegato Sandonà – il bilancio della Regione quest’anno registra minori entrate correnti per 274 milioni (il gettito del bollo auto cala di 255 milioni, quello Irpef di 12, l’Irap perde 2 milioni e gli introiti dall’accisa sul gas scendono di 5 milioni), maggiori entrate per trasferimenti statali alla sanità e una riduzione del fondo crediti di dubbia esigibilità, contestualmente ad una sensibile riduzione del debito autorizzato e  non contratto, sceso dagli 2 miliardi del 2014 ai 532 dell’esercizio corrente. “Si viene così a generare un saldo finanziario di 24 milioni di euro che, sommato agli utili derivanti da alienazioni patrimoniali e dalla riduzione di oneri sui mutui, assicura una disponibilità di 36,4 milioni di euro”, ha quantificato Sandonà. Lo schema della manovra compensativa approvata, del valore quindi di 36,4 milioni di euro, prevede di destinare entro la fine dell’anno 600 mila euro all’adeguamento di immobili e sedi regionali, 530 mila euro per implementare borse universitarie e gli interventi per il diritto allo studio, 250 mila al cinema e ai beni culturali, 980 mila euro ai giochi olimpici Milano-Cortina 2026, 1 milione di euro alla promozione turistica, 240 mila euro per la prevenzione incendi nei Parchi e nelle aree protette, 6,6  milioni di euro per la bonifica di siti inquinati, 7,8 milioni di euro per interventi sulla viabilità, infrastrutture e Superstrada Pedemontana Veneta, 465 mila euro per la Protezione Civile, 3 milioni di euro per la tutela dei mìnori e 7,5 milioni di euro per i non autosufficienti accolti in strutture per la salute mentale.

Nel corso del dibattito Vanessa Camani (Pd), vicepresidente della commissione Bilancio, ha contestato la misura della manovra di assestamento (“ammonta in realtà a 29 mln e non a 36,4, perché 8 milioni sono imputabili a successive annualità”), la sua operatività (“siamo in ritardo, non sarà possibile spendere i soldi previsti entro la fine dell’anno”), ma soprattutto la sua impostazione. “Questa è una manovra ordinaria, che guarda alle quote di spettanza dei diversi assessorati e alle consuete ragioni di equilibrio finanziario – ha riassunto – invece di guardare ai bisogni esistenziali dei veneti in questo momento di emergenza straordinaria: sanità, ristori alle imprese, tutela dei lavoratori, riduzione delle disuguaglianze”.

Una lettura contestata dall’assessore al bilancio Francesco Calzavara, che ha difeso la manovra parlando di “risposta tempestiva, reattiva, concreta” che va letta in continuità con il prossimo bilancio di previsione e con gli interventi già adottati dalla Regione nel corso dell’anno per le imprese, i cittadini e la sanità, anticipando ristori e aiuti promessi dal Governo. Una manovra, quella veneta, – ha sottolineato Calzavara – che riesce a dare risposte a quel Veneto che continua a lavorare e produrre e che dedica poste significative ad interventi qualificanti come le bonifiche ambientali, le infrastrutture e gli adeguamenti stradali e il rilancio dell’immagine del turismo veneto.

Di manovra “insufficiente” ha parlato Elena Ostanel (Il Veneto che vogliamo) di fronte ai 180 mila disoccupati del 2020 e alla grave crisi che sta coinvolgendo in particolare gli operatori del turismo e della cultura. “Prevedere solo 200 mila euro a fronte di 130 sale cinematografiche presenti in Veneto risulta irrisorio – ha esemplificato – Così come affidare a Veneto Innovazione 1 mln di euro per la promozione turistica appare di dubbia efficacia in questo momento di incertezza. Meglio sarebbe stato sostenere con queste risorse il turismo ‘lento’ e di vicinanza, l’unico che potrà nei prossimi mesi riprendere quota, e gli operatori culturali che sono animatori e promotori del territorio”.

Per la capogruppo di Forza Italia Elisa Venturini il significato della manovra di assestamento sta invece nel coraggio di investire sul domani, sul post-crisi, a partire proprio dalla promozione turistica.

Di “delusione” e di “occasione perduta’ ha parlato Arturo Lorenzoni, candidato presidente del centrosinistra: “In questo momento emergenziale la priorità di una manovra di assestamento non dovrebbe essere l’equilibrio di bilancio, ma la capacità di rispondere ai bisogni dei veneti. Non si può rispondere con strumenti ordinari a momenti straordinari”.

Alberto Villanova, speaker di Lega e Lista Zaia, ha difeso le scelte dell’amministrazione regionale. “Noi siamo contrari alla filosofia del centrosinistra ‘tassa e spendi’ e non intendiamo mettere le mani nelle tasche dei veneti. I veneti si stanno invece domandando dove siano i fondi annunciati e promessi dal governo”.

“Forse è giunto il momento di ammettere che lo slogan tax free’ non ha aiutato il Veneto – ha incalzato il capogruppo Pd Giacomo Possamai – Anche il presidente Zaia sembra oggi averlo riconosciuto. Ragionare di addizionale Irpef sui redditi superiori ai 75 mila euro consentirebbe di mettere in campo risorse vere per i settori più in crisi. In tempo di emergenza assoluta come l’attuale dovremmo ragionare insieme, maggioranza e opposizione, sugli interventi più efficaci da adottare”.

Per Jonatan Montanariello (Pd), una delle priorità strategiche ignorate dalla Regione è il trasporto pubblico locale, “sul quale il Veneto dovrebbe fare la propria parte, anche senza aspettare l’autonomia, e senza scaricare tutta la responsabilità sul governo”.

Insieme alla legge di assestamento l’aula ha discusso e respinto tre atti di indirizzo: uno presentato da Elena Ostanel (Vcv) a favore degli operatori del mondo dello spettacolo, un ordine del giorno a firma di Anna Maria Bigon (Pd) volto a implementare i servizi psichiatrici per i disturbi da deficit dell’attenzione e iperattività e, infine, un terzo, prima firmataria Cristina Guarda (Europa Verde), sul rispetto dello stato di diritto da parte di Ungheria e Polonia in relazione al prossimo bilancio comunitario.   

(fonte: ARV)

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