Il Consiglio Veneto equipara stipendi direttori tra sociale e sanitario

Il Consiglio Veneto equipara stipendi direttori tra sociale e sanitario

Venezia, 28 novembre 2020 – Ieri il Consiglio regionale del Veneto ha licenziato a maggioranza la Proposta di legge n. 10, primo firmatario il presidente Luca Zaia, “Modifiche alla L.R. 29 giugno 2012, n. 23, ‘Norme in materia di programmazione socio sanitaria e approvazione del Piano Socio-Sanitario Regionale 2012-2016’” che, come ha spiegato in aula il Relatore e Presidente della Quinta commissione Sonia Brescacin (Zaia Presidente), “allinea la figura del Direttore dell’Area Sanità e Sociale a quella dei Direttori generali delle Ulss, sia sotto l’aspetto dell’età massima di 65 anni per la nomina, sia per quanto riguarda il trattamento economico complessivo, che non potrà essere superiore a quello previsto per le figure apicali della dirigenza pubblica, né comunque inferiore al corrispettivo massimo riconosciuto ai Dg di aziende ed enti del Servizio Sanitario Nazionale. Ricordo che il profilo del Direttore dell’Area Sanità e Sociale è oggetto di una specifica disciplina contenuta nelle Leggi regionali n. 23/2012 e n. 19/2016. Il provvedimento, caratterizzato dalla neutralità finanziaria, è stato approvato a maggioranza dalla Quinta commissione consiliare permanente”.

Il correlatore Anna Maria Bigon (Partito democratico) ha posto l’accento, anche a nome di tutte le forze dell’opposizione, “sulla grave pandemia che sta caratterizzando questo periodo storico e che ci impone di prestare massima attenzione al nostro sistema sanitario, colto impreparato dal Covid. Il Veneto ha diminuito i posti letto e non ha ancora riformato le Ipab. Il personale sanitario non ha ottenuto un adeguamento economico soddisfacente che lo renda veramente orgoglioso di lavorare per e all’interno del sistema sanitario pubblico; non a caso si è registrata una preoccupante fuga di professionalità dal pubblico. Ci sono, inoltre, ingiuste differenze di trattamento tra le professionalità che operano nelle diverse Ulss. Abbiamo quindi proposto emendamenti e un Ordine del Giorno per migliorare il testo normativo, finalizzati a garantire al personale sanitario trattamenti economici migliori e a eliminare le disparità di trattamento tra Ulss diverse. Invitiamo la Regione a intervenire, per quanto di competenza ma anche in sede di Conferenza Stato – Regioni, Province Autonome. Vogliamo poi che venga fatta chiarezza sul rapporto che intercorre, in termini economici, tra il Direttore dell’Area Sanità e Sociale e il Segretario generale della Programmazione”. 

La consigliera Vanessa Camani (Pd) è intervenuta per appoggiare gli emendamenti illustrati dalle consigliere Bigon e Guarda (EV): “Avremmo dovuto fare una seria programmazione sanitaria per individuare equi meccanismi di retribuzione delle figure apicali che operano in ambito sociosanitario, pesando nel modo giusto le responsabilità assunte dal personale impegnato. Gli emendamenti proposti vanno in questo senso, per superare una impostazione individuale, insita nel testo normativo presentato, che è destinato in realtà a una sola persona”.

L’Assessore alla Sanità e al Sociale, Manuela Lanzarin, ha fatto alcune puntualizzazioni: “In ordine al trattamento economico previsto per il personale sanitario, ricordo che la contrattazione è nazionale, non è certo decisa dalla Regione Veneto. Per quanto riguarda la disciplina dei fondi integrativi in capo alle due Aziende ospedaliere di Padova e Verona, avevamo tentato di introdurre degli emendamenti, che tuttavia ci sono stati impugnati. Nelle proposte inserite nel Patto per la salute all’interno della trattativa per l’Autonomia, avevamo chiesto l’implementazione dei fondi integrativi, fino al 3%, proprio per colmare le differenze economiche tra diverse aziende, soprattutto per quelle di Padova e Verona: purtroppo la situazione è ancora in stallo. Avevamo anche proposto alcune integrazioni economiche per i professionisti che operano in aree svantaggiate, proprio per essere ancora più attrattivi”.

In sede di dichiarazione di voto, il capogruppo Dem a palazzo Ferro Fini, Giacomo Possamai, ha ribadito “il nostro tentativo di migliorare il testo normativo attraverso emendamenti che pongano vincoli anche a livello regionale. Il Direttore dell’Area Sanità e Sociale, per quanto abbia importanti responsabilità, non può guadagnare più del Segretario generale della Programmazione. Per questo il nostro voto sarà contrario. Chiedo poi a questa maggioranza quali disegni stia progettando per le nostre Ulss”.

Elena Ostanel (Il Veneto che Vogliamo) è intervenuta per “appoggiare gli emendamenti presentati. Il nostro voto sarà contrario. Invito tutti a lavorare di più per aiutare i medici specializzandi”.

(fonte: Arv)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.