Occupazione, Coldiretti Veneto: nei campi assunti in 21mila ancora durante il lockdown

Occupazione, Coldiretti Veneto: nei campi assunti in 21mila ancora durante il lockdown

Venezia, 7 luglio 2020 – “I campi hanno dato lavoro anche durante il lock down a circa 21mila occupati”. È il commento di Coldiretti ai dati di Veneto Lavoro che ha analizzato l’impatto occupazionale nel primo semestre 2020 caratterizzato dall’emergenza sanitaria. 

“Il settore agricolo – commenta Coldiretti Veneto – è quello che meno ha risentito degli effetti del Covid19 rispetto al sistema economico regionale. 60mila imprese – continua Coldiretti Veneto – hanno comunque provveduto al fabbisogno alimentare della società nonostante le difficoltà del periodo tra ordinanze, decreti ministeriali e divieti di ingresso di manodopera dall’estero”.

Dal 23 febbraio, data dell’inizio della pandemia, fino al 30 giugno l’agricoltura ha registrato una leggera flessione (-1%) in confronto agli stessi mesi del 2019. Ciò nonostante la campagna ha assunto personale per la raccolta di frutta, verdura, per la cura degli animali e per le diverse fasi di lavorazione dei terreni recuperando lavoratori italiani soprattutto, ma anche stranieri nelle comunità presenti da anni sul territorio rispondendo cosi al blocco dei flussi dall’Africa, dalla Polonia e Romania. 

“Da sottolineare che le cessazioni dei contratti – spiega Coldiretti Veneto – sono aumentate a causa della programmazione incerta determinata da un quadro normativo instabile. In vista del secondo semestre, in particolare con la stagione delle vendemmie, Coldiretti Veneto attende il picco degli stagionali impiegati per le attività nei vigneti, nelle piantagioni di actinidia e altre colture che interessano tutte le province del Veneto”.

“Il Covid 19 ha evidenziato ulteriormente – dichiara Daniele Salvagno presidente di Coldiretti Veneto – la centralità del cibo ma soprattutto del Made in Italy. Puntare sull’agricoltura di qualità e distintiva significa rendere più forte il Belpaese. Investire, inoltre, sul primario vuol dire produrre ricchezza e, come dimostrano i dati di Veneto Lavoro, anche posti di lavoro”.

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