Ha chiesto i 600 euro “a sua insaputa”, ma Forcolin si dimette dalla Regione

Ha chiesto i 600 euro “a sua insaputa”, ma Forcolin si dimette dalla Regione

Venezia, 13 agosto 2020 – Gianluca Forcolin, vicepresidente della Regione del Veneto oggi si è dimesso da tutte le cariche amministrativo politiche ed ha deciso di non correre per le prossime elezioni regionali di settembre. Assieme ad altri due esponenti veneti della Lega era nella “lista nera” dei rappresentanti politici (parlamentari e consiglieri regionali) che avrebbero chiesto il contributo “una tantum” per le partite IVA in difficoltà durante il lockdown concesso per decreto dal Governo: il famoso bonus di 600 euro. Richieste indecenti, visti gli emolumenti che deputati, senatori e consiglieri delle regioni prendono ogni mese. Per la verità Forcolin non l’ha ricevuto, dice di non aver perfezionato la richiesto dopo aver saputo che il suo studio libero professionale l’aveva avanzata automaticamente e autonomamente dalla sua volontà anche per suo conto. Due giorni fa è scoppiato questo “scandalo morale”, tanto che la Lega in Veneto ha sospeso i tre dalle liste delle prossime elezioni regionali del 20 e 21 settembre: con Forcolin anche i consiglieri regionali Barbisan e Montagnoli e probabilmente non li vedremo più sugli scranni di Palazzo Ferro Fini, sede del Consiglio regionale sul Canal Grande. A cavalcare lo scandalo morale del bonus dei 600 euro in Veneto sono stati gli oppositori candidati a presidente della Regione, in particolare Arturo Lorenzoni (PD), Daniela Sbrollini (IV) e anche Enrico Cappelletti (M5S). Ma leggiamo il comunicato ufficiale con il quale Gianluca Forcolin dà le dimissioni.

COMUNICATO DEL VICEPRESIDENTE FORCOLIN

“Ho deciso di dare le mie dimissioni da Vicepresidente, assessore e consigliere regionale per il rispetto che ho nei confronti dei veneti che mi onoro di rappresentare. Ho comunicato la mia decisione al Presidente Zaia, con cui da anni lavoro con lealtà ed onestà.

Ho deciso inoltre di non ricandidarmi alla carica di Consigliere, perché credo sia giusto che in campagna elettorale si torni a parlare della straordinaria legislatura che sta terminando e non del sottoscritto.

A testa alta e con la schiena dritta ho preso questa decisione, nonostante non abbia percepito nessun bonus e la richiesta mai perfezionata sia partita di default dallo studio.

Sono fortemente amareggiato dalla violenza mediatica e dalla macchina del fango che mi ha investito in questi giorni, ma sono allo stesso tempo orgoglioso e consapevole di aver lavorato in tutti questi anni con onestà e trasparenza, sempre per il mio territorio, sempre per i Veneti.

Ringrazio il Presidente Zaia per la stima e la fiducia che ha riposto in me in questi anni, come pure i colleghi di giunta e consiglio e i tantissimi militanti e cittadini comuni che in queste ore mi stanno dimostrando una vicinanza e un affetto che scaldano il cuore.

Infine, ma non ultimo, un grazie alla mia famiglia perché i ruoli cambiano, le cariche passano, ma i valori e gli affetti  quelli per fortuna non passano mai”.

(fonte: AVN)

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