Il cielo infinito di Fabio Zen sopra il sacrario di Cima Grappa

Il cielo infinito di Fabio Zen sopra il sacrario di Cima Grappa

Pozzoleone (Vicenza), 1 dicembre 2020 – Apriamo questo mese di dicembre a grandi passi perso il Natale, con una foto “magica” scattata da Fabio Zen,  44 anni di Pozzoleone, coniugato e padre di due ragazzi di 12 e 8 anni e impiegato nel comparto della logistica.

Nel tempo libero si cimenta con la fotografia come dilettante, ma ha un ottimo occhio fotografico e raggiunge risultati artistici veramente lusinghieri.

Questa foto che vediamo in copertina è stata realizzata con il cavalletto e con una serie di pose molto lunghe poi sovrapposte. Il fotografo ha passato una serata (rientrato entro le 22 a Pozzoleone per le norme anti-covid) all’addiaccio del 25 novembre (ad un mese dal Santo Natale): il lavoro complessivamente è durato circa 2 ore.

Una foto che rende omaggio ai tanti giovani caduti oltre 100 anni fa e i cui resti mortali riposano lassù verso le stelle.

  • Come è nata la passione per la fotografia?

“La passione per la fotografia è nata per caso andando alla ricerca di funghi eduli tra i boschi. Nel camminare e raccogliere i funghi non mi sentivo pienamente appagato. Mi mancava il ricordo della passeggiata, mi mancava l’immagine del fungo raccolto nel suo habitat. Per questo motivo acquistai una fotocamera compatta per immortalare questi momenti. Da qui ho iniziato a documentarmi sulla fotografia. Osservando altre foto nel web restavo stupito di cosa si sarebbe potuto realizzare. L’accoppiata passeggiata e raccolta funghi si è tramutata di fatto in passione per la fotografia. 

Il nostro territorio è ricco di bellezze ma la montagna, specialmente l’Altopiano di Asiago con tutti i suoi luoghi carichi di storia e natura, mi è rimasto dentro leggendo i libri di Mario Rigoni Stern”.

  • Come è arrivato alla scelta del soggetto di questa foto magica?

Le albe ed i tramonti in montagna mi affascinano, quell’infinito spaziare mi rapisce. 

Suggestivo è il calare della luce oltre il tramonto e il sopraggiungere della notte quando le stelle si accendono come piccoli lumini, immagine che in pianura si fatica a vedere (per l’inquinamento luminoso e la nebbia invernale, ndr).

Poi sentire le ultime chiacchiere degli escursionisti che si stanno affrettando a lasciare la montagna: il vocio si spegne ed il silenzio inizia ad avvolgermi. Da qui inizio a sognare e a progettare foto come questa”.

  • Come è arrivato a realizzare una foto così complicata dal punto di vista tecnico?

“Prima di compiere questo scatto mi sono documentato e ho studiato la tecnica giusta. Ho provato diverse volte dalla finestra di casa; ho letto molte istruzioni e consigli. 

Alla fine mi mancava Il momento giusto, quello senza nuvole. Ci avevo provato la domenica prima (22 novembre) ma le nuvole dopo mezz’ora cominciavano a coprire le stelle. 

Così ho deciso di abbandonare il progetto e ho scattato altre foto al paesaggio circostante. 

Il mercoledì pomeriggio (25 novembre 2020) ho deciso di riprovarci, le condizione da casa mi sembrano buone, non si vedeva nessuna nuvola su Cima Grappa. 

Carico tutto il materiale e alle 17.30 parto. Alle 18.30 arrivo a Cima Grappa. Comincio con delle prove per trovare l’inquadratura più adatta ma il tempo stringe per colpa del “coprifuoco” da Coronavirus!”

  • E poi?

“In breve ho trovato il giusto compromesso: posizione, luce, inquadratura …

Scatto la prima foto per il paesaggio: una foto con una durata di apertura del diaframma di 221 secondi. Realizzata questa prima immagine ho settato la fotocamera per ottenere almeno 200 scatti per riprendere le stelle e ho avviato il timer. 

Verso le 21 mi sono ritrovato con 180 foto scattate. Mi sono accontentato del lavoro di ripresa, visto che un’ora dopo per normativa vigente sarei dovuto essere a casa. Ho raccolto l’attrezzatura in fretta e sono tornato con grandi dubbi sul risultato finale”.

  • Un gran lavoro di montaggio in post produzione immagino. 

“ Un lavoro che ho realizzato dopo un paio di giorni. Ho elaborato tutte le foto sovrapponendole e con cura ho cercato di rispettare il più possibile la realtà”.

  • Che attrezzatura ha utilizzato?

“Una fotocamera Canon 80D con un obbiettivo grandangolare 10-22mm.

Il tutto montato su cavalletto e un timer per impostare la sequenza degli scatti”.

  • E adesso?

“Non mi fermerò a questa foto perché i luoghi da visitare tra le montagne ed i paesi del nostro Veneto (e non solo) sono ancora molti ed i progetti che ho in mente sono davvero tanti. Ci vuole tempo e pazienza e sono sicuro che raggiungerò i miei obiettivi.

Per chiudere ringrazio molto della pazienza che portano mia moglie ed i miei figli che mi seguono ed mi supportano”.

QUI per saperne di più sul sacrario militare di Cima Grappa

FOTO: l’immagine di Cima Grappa con il “movimento” del cielo segnato dalle stelle è di Fabio Zen

Va alla HOME PAGE

Vai alla pagina facebook e lascia il tuo “like” per rimanere aggiornato

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.