Trent’anni di Fabio Group, “innamorati come il primo giorno”

Trent’anni di Fabio Group, “innamorati come il primo giorno”

Vicenza, 2 settembre 2020 – Il 2 settembre è una data che i tifosi del Vicenza conoscono bene: l’hanno letta per anni sullo striscione di uno dei gruppi storici del tifo vicentino, il Fabio Group. Oggi è il trentesimo anniversario dalla sua fondazione e Max Pagan, titolare del Madero Cafè dietro al Teatro Nuovo nonchè “capo” del gruppo dal ’95 fino allo scioglimento, nel 2004, ci affida ricordi e impressioni da un mondo del calcio che non esiste più.

Max Pagan (terzo da sinistra)con Gatton Gattoni e altri tifosi

Come nasce il Fabio Group

Siamo nati per una serie di combinazioni. Alcune compagnie di quartieri cittadini, che si frequentavano anche fuori le mura del Menti, dopo un rodaggio persistente hanno iniziato a muoversi in maniera autonoma per seguire le trasferte del Lane. E’ un momento difficile (ndr: soprattutto per la grande diffusione dell’eroina), e solo molti anni più tardi ci si renderà conto che una generzione sparirà anagraficamene per uno stile di vita non proprio lineare. Ma allora i numeri erano dalla nostra parte e cominciammo ad organizzare pullman per contro nostro.

Eravamo tutti dei Vigilantes, gruppo storico della tifoseria vicentina, ma, dopo aver capito che si iniziava ad avere una struttura che ci permetteva di camminare da soli, restava solo da decidere che nome darci e farci la nostra “pezza”, cioè lo striscione identificativo.

La morte prematura di Fabio Cucco, un ragazzo che girava con noi, ci ha dato lo spunto giusto per il nome da portare allo stadio e che ci ha identificato per anni di militanza dentro e fuori dal Menti. La prima volta che affiggemmo lo striscione in Curva Sud era il 2/9/90, data che fa parte del logo.

Tre tappe fondamentali

La Curva Nord

Un evento che ci ha visto protagonisti che ci ha messi alla prova sicuramente è stato il cambio di settore. Lasciare la Curva Sud (ndr: per un conflitto interno) per gettarci nell’incognita della Curva Nord, ha richiesto al gruppo un sacrificio non indifferente. Mai nessuno prima del ’98 aveva varcato i portoni della Nord per gestire in maniera autonoma il tifo organizzato che la Sud proponeva fin dagi albori del tifo vicentino.
Il cambio di curva ci ha portato ad una rottura interna. Il gruppo, diviso in compagnie, ha dovuto scegliere in quale settore guardare la partita al Menti. La maggiornaza ha deciso per il cambio e per la voglia di dimostrare che potevamo ed eravamo in grado di muoverci in maniera autonoma.

Lo scioglimento

Per tanta gloria da raccontare sugli anni trascorsi in Nord, un altro momento importante e storico è quello dello scioglimento. Il 2004 è stato un anno importante per tutte le tifoserie d’Italia. Molti gruppi storici si sciolsero quell’anno, a causa dell’inasprimento della legge sulla sicurezza negli stadi (ndr: venne introdotta la tessera del tifoso, tra le altre norme). Per “gente vecchio stampo”, legata allo stile anni ’80, era improponibile proseguire. Quindi, dopo 14 anni di attività e l’apertura di un settore tutto nostro, chiudemmo con l’obbligo di presenziare in giro con una pezza identificativa e decidemmo di rimanere in Nord in maniera anonima ma continuando ad animarla con cori e coreografie.

I Distinti

La cosa peggiore chi ci potesse capitare è stata la chiusura del settore agli abbonati, perchè la salute dello stadio Menti non era più compatibile con le normative della Lega Calcio. Così nel 2006 la Nord venne lasciata ai tifosi ospiti, togliendoci la sicurezza di un settore a noi riservato. Ci rimettemmo in discussione: ritornare in Sud o inserirci nei distinti, un ulteriore settore “vergine” al tifo organizzato, l’ennesima sfida da affrontare. Lo scioglimento del 2004 non ci aveva e non ci ha divisi nello spirito e nella voglia di seguire il nostro Lane, anche se negli anni molti sono i momenti bui che abbiamo passato.

Oggi

Lo zoccolo duro ancora rimane costante nei Distinti dal 2006: è diventato il nostro settore. Ormai lo striscione non gira più ma noi tutti ci sentiamo ancora legati a quel nome che per anni abbiamo portato in giro per l’italia

Chi è rimasto in Sud dal ’98, chi è ritornato dopo il 2006, quando ha chiuso la Nord, chi negli anni dei Distinti non ha retto al sacrificio e ci ha abbandonati… ma ancora oggi chi passa per il Menti e guarda dal settore Ospiti alla sua sinistra non può non notare un certo fermento.

Non abbiamo più uno striscione che ci rappresenta, ma chi si unisce a noi percepisce e assapora quello spirito che ha caratterizzato il Fabio Group fino alla fine dei suoi giorni.

La società

Oggi ci troviamo al Menti con una società che ci rappresenta e che ha messo le basi per progetti futuri che non si vedevano da anni. Il fallimento? Lo lasciamo alle male lingue.

Certo, abbiamo interrotto quel sogno iniziato nel 1902 ma quanti club hanno vissuto la nostra stessa situazione? Fiorentina, Napoli, Cesena, Bari, Ancona, Como, Perugia, Torino, Venezia, Pisa, Avellino, Pistoiese, Sambenedettese, Ravenna, Triestina, Spal, Padova, Siena, Parma, Modena…
Oggi possiamo solo osservare cosa succede seduti sui gradoni, dove per anni abbiamo gioito e pianto. Il “nostro” gioco del calcio è morto da anni. L’industria del calcio moderno ha osurato i nostri sogni, ma noi ci sentiamo innamorati su quei gradoni bollenti d’estate e tremendamente freddi d’inverno.

(di Giulia Guidi)

1 Comments

  1. Avatar
    michele sandrin

    E da un po’ di tempo che frequento questi ragazzi e io che vengo dal Friuli mi ci trovo benissimo. Il Menti è diventata la mia casa, quello che rimane del Fabio Group, la mia famiglia. Grandi ragazzi non mollate…
    Miki

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