Coronavirus, dal VIMM di Padova presto risultati nuova terapia – di Luz

Coronavirus, dal VIMM di Padova presto risultati nuova terapia – di Luz

Padova, 16 aprile 2020 – Anche oggi il Governatore del Veneto Luca Zaia ha provveduto ad aggiornare il “popolo” veneto sulla situazione “coronavirus” fornendo il numero di contagiati, ricoverati in terapia intensiva (in calo costante, per fortuna!), deceduti, guariti e nuovi nati (la speranza del Veneto di domani!). 

Da Marghera, ormai quartier generale del governo “serenissimo”, con a fianco gli immancabili assessori Bottacin e Lanzarin, sempre mascherina muniti, Luca Zaia ha elencato i nuovi numeri, ha raccomandato a tutti di fare attenzione, di essere responsabili, di non mollare la presa.

La novità importante di oggi è però un’altra.

L’ha presentata proprio il Governatore, non nascondendo una certa legittima soddisfazione: “Grazie al lavoro dei ricercatori padovani è stato trovato un nuovo approccio farmacologico in grado di fermare il coronavirus. Questo importante risultato si deve in particolare alla Fondazione per la Ricerca biomedica avanzata (Vimm, Istituto Veneto medicina molecolare), in stretta collaborazione con l’Università di Padova”.

Decisamente una gran bella notizia quella ufficializzata stamane dal Governatore Zaia, anche se qualcosa era già trapelato nelle ore precedenti. Il gruppo di ricerca  guidato dal professor Andrea Alimonti,  ordinario di farmacologia (Dipartimento di Medicina dell’Università di Padova), ha sviluppato un’ipotesi veramente promettente,  nata con la collaborazione dei docenti Francesco Pagano, Monica Montopoli e Sara Richter, virologa e microbiologa del Dipartimento di Medicina Molecolare.

“Una delle proteine utilizzate dal coronavirus per infettare le cellule è l’enzima TMPRSS2, che è studiato come marcatore tipico del tumore alla prostata – ha dichiarato il professor Alimonti nel presentare il lavoro svolto con la sua equipe -,  e gli inibitori specifici sono utilizzati nella terapia oncologica. Alla luce dei risultati ottenuti, questa terapia è in grado di fermare lo sviluppo del tumore alla prostata, ma potrebbe rivelarsi efficace anche contro l’infezione da Sars-CoC-2“.

L’Istituto Veneto di Medicina Molecolare (VIMM) sta verificando, in stretta collaborazione tra la Regione Veneto e l’Università di Padova, la percentuale di malati di tumore alla prostata tra i malati Covid-19. E i risultati si stanno già dimostrando molto interessanti e significativi, tanto che a breve verranno pubblicati.

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