Operaio morto in A31: la FILT Cgil punta il dito sugli appalti

Operaio morto in A31: la FILT Cgil punta il dito sugli appalti

25 giugno 2019 – Ieri la morte in A31 Sud nei pressi di Agugliaro di Daniele Albertinelli, operaio bresciano di 36 anni, sposato, che è stato travolto da un TIR mentre lavorava alla manutenzione dell’arteria stradale. Albertinelli era dipendente della SIAS Spa.

Oggi la FILT (Federazione italiana lavoratori dei trasporti) del Veneto interviene con questo comunicato siglato dalla segretaria regionale Federica Vedova:

“Ancora una volta un infortunio mortale sul lavoro, ancora una volta dobbiamo aggiornare il triste primato di questa regione. E ancora una volta un lavoratore morto sulla strada, per la strada. E’ un bollettino di guerra che con spaventosa cadenza macchia di sangue il nostro territorio, e pesa sulle nostre coscienze.

Nell’anno trascorso i dati relativi agli infortuni lavorativi tratteggiano un quadro estremamente drammatico. Nel Veneto gli infortuni mortali sono cresciuti del 30% rispetto al 2018, il segmento industria-servizi vede una crescita del 33% delle morti sul lavoro ed i moniti delle istituzioni europee, oltre che delle più alte cariche dello Stato, non riescono ad arginare il dilagare incontrollato di queste tragedie.  Inoltre nello specifico lascia ancora più sgomenti e delusi che già dal 2013 il legislatore aveva costruito una normativa estremamente dettagliata e tutelante per le lavorazioni che si svolgono in presenza di traffico veicolare.

Anche nel caso di Daniele Albertinelli, travolto sulla Valdastico nel tratto di competenza dell’Autostrada Brescia Padova (dipendente di una ditta in appalto, stava disponendo nella corsia di emergenza le segnalazioni stradali), sarà la magistratura ad accertare le cause, la precisa dinamica dell’incidente e le eventuali responsabilità penali.

A noi oggi invece spetta denunciare, ancora una volta, come le condizioni di lavoro non consentano ai lavoratori di svolgere la propria attività quotidiana in sicurezza, come la corsa alla riduzione dei costi dell’appalto si giochi esclusivamente attraverso la riduzione del numero di lavoratori impiegati nel servizio.

A noi spetta dire basta! E pretendere da subito la piena realizzazione del “Piano strategico per il consolidamento ed il miglioramento delle attività a tutela della Salute e della Sicurezza dei Lavoratori” (Regione Veneto, 17 luglio 2018). A noi spetta rivendicare l’impegno quotidiano di tutti gli attori coinvolti nel processo, cominciando dal ruolo della prevenzione.

A noi spetta denunciare, ancora una volta, che sul lavoro non si può e non si deve più morire.

Ci stringiamo alla famiglia di Albertinelli e a tutti i lavoratori del settore; ci impegniamo a capire le dinamiche di quanto accaduto e a denunciare, in tutte le sedi, che quanto accaduto non deve più accadere”.

(fonte: ufficio stampa CGIL del Veneto)

2 Comments

  1. Avatar
    G.Poli

    Attribuire la colpa alla riforma del codice degli appalti appare evidentemente una banalizzazione del problema sopratutto in virtù e nel contesto in cui avvengono queste tragedie.  Diciamo piuttosto che le condizioni in cui spesso sono costretti a lavorare gli autotrasportatori sono riconducibili, alla stregua di quanto viene imputato alle aziende che lavorano in “strada”, questione di “corsa al ribasso”. Sicuramente alle associazioni di categoria conviene puntare il dito “sugli altri”. L’opinione che lascia al lettore un articolo simile è quello di scagionare l’autista dell’autoarticolato e colpevolizzare il sistema del codice degli appalti. Mi permetta, ma alla stregua delle deduzioni dell’autore sono legittimato nel dire: se al posto del povero ragazzo ci fosse stato un utente in difficoltà o con la macchina in panne la colpa sarebbe da attribuire a chi? Alla casa automobilistica? Diciamo piuttosto che la questione sicurezza per i lavoratori in strada dovrebbe partire dalla consapevolezza che le attività sono interferenti con veicoli condotti da autisti costretti ad orari massacranti, sottopagati e soprattutto armati. Armati con una pistola di 400 quintali spinti a 100 all’ora in corsia di emergenza. Colpevolizzare il sistema è nascondere la testa sottoterra. Cosa ci si poteva aspettare da una federazione trasportatori: cinismo 

    1. Redazione
      Redazione

      Gentilissimo lettore, la ringraziamo per il suo contributo. Abbiamo titolato mettendo in evidenza un aspetto che negli ultimi anni (forse un decennio o più) ha esasperato in generale i sindacati: gli appalti “selvaggi” poco rispettosi del lavoro, della qualità del lavoro, a volte della qualità del servizio e degli stessi lavoratori che spesso, nei momenti di cambio di appalto o di appalti troppo al ribasso, hanno perso il loro posto e il loro salario.
      In realtà l’intervento della segreteria della FILT regionale mette in evidenza un discorso più ampio, come vi siano troppe morti sul lavoro: poca attenzione alla sicurezza e alla vita in generale.
      Il sindacato richiama inoltre una conquista importante: il “Piano strategico per il consolidamento ed il miglioramento delle attività a tutela della Salute e della Sicurezza dei Lavoratori”, siglato in Regione Veneto un anno fa (era il 17 luglio 2018) e che purtroppo per lungaggini burocratiche non è ancora stato attuato in tutte le sue parti. Sopra nel testo abbiamo linkato il documento.

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