Pressing di Pretto sul Governo per gli incentivi fiscali alle ville venete: votato alla Camera OdG

Pressing di Pretto sul Governo per gli incentivi fiscali alle ville venete: votato alla Camera OdG

Vicenza, 9 luglio 2020 – Il deputato vicentino (già coordinatore provinciale della Lega) Erik Pretto è il primo firmatario di un odine del giorno votato a maggioranza alla Camera dei Deputati e riguardante gli incentivi fiscali per le dimore storiche che tradotto in lingua veneta significa “ville venete”. Nella nostra regione infatti sono 3800 le ville della grande tradizione “veneziana” e in Friuli se ne contano altre 400. In tutto 4200 edifici storici, schedati dall’Istituto Regionale delle Ville Venete, di cui la grandissima parte è in mano a privati cittadini alle prese con beni da conservare, riutilizzare (nei limiti della legge) e promuovere come bene architettonico artistico e per lo sviluppo turistico. Le associazioni dei proprietari di ville venete sono anni che lamentano l’assurdità dell’applicazione di una tassa sulla casa per un bene che di fatto è monumentale e che è abitato dagli stessi proprietari spesso in una piccola parte.

Ecco la dichiarazione dell’on. Erilk Pretto dopo il voto:


“Per le dimore storiche qualcosa si muove. Accolto il mio ordine del giorno al decreto Rilancio che impegna ora il governo a valutare incentivi fiscali per gli interventi di recupero, efficientamento energetico e adeguamento antisismico degli edifici di rilevanza storico-artistica di proprietà sia dei privati che dei comuni italiani.

Soddisfazione, dunque, per questo primo segnale di attenzione ottenuto. Segnale che, a mio avviso, poteva e doveva essere già previsto a monte nel provvedimento stesso con una norma ad hoc in tema di tutela, valorizzazione e conservazione delle dimore storiche.

Autentici patrimoni della nostra storia e della nostra cultura, ma anche volano per il settore turistico, per l’artigianato artistico e quindi per le economie dei territori. In ogni caso, attendiamo che il governo passi dalle parole ai fatti, estendendo anche a questi edifici misure fiscali come per esempio il cosiddetto superbonus del 110% previsto per altre categorie di immobili. Includere le dimore storiche nel novero dei benefici fiscali significa rispondere all’esigenza di recupero del patrimonio storico-artistico del Paese, specie in un momento di grande crisi economica come questo.

Sia per i privati sia per gli enti comunali sarebbe un incentivo concreto ad intraprendere lavori di recupero e adeguamento antisismico di immobili che spesso rivestono un interesse storico-artistico per i cittadini ma che, a causa degli ingenti costi di manutenzione, sono a rischio di decadimento. Continuerò a vigilare affinché l’esecutivo mantenga la promessa”. 

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