Non dimenticare la produzione culturale nei piani di ripartenza del Governo

Non dimenticare la produzione culturale nei piani di ripartenza del Governo

Venezia Mestre, 18 marzo 2021 – Di seuito riportiamo una nota di Nicola Atalmi, coordinatore regionale di SLC Cgil in difesa dei lavoratori del comparto della produzione culturale.

Dichiarazione di Nicola Atalmi, coordinatore Slc Cgil Veneto

A quanto si apprende, il Piano regionale di ripresa e resilienza dello scorso novembre è stato archiviato, grazie a due mozioni di maggioranza e opposizione – approvate dal Consiglio – che invitano il Governo Draghi a riaprire una trattativa con il Veneto sull’utilizzo a livello territoriale delle risorse europee. Può essere un’ottima occasione per rimediare agli errori di impostazione che caratterizzavano il progetto varato a novembre 2020 dalla Giunta Zaia. 

Ci riferiamo, in particolare, a quanto illustrato il 24 febbraio in Commissione cultura a proposito della filiera della produzione culturale e dello spettacolo. Nel “vecchio” Prrr questo settore risultava completamente dimenticato, nonostante sia uno dei più colpiti dai devastanti effetti della pandemia.

A fronte di 1.526 MLN € richiesti per Turismo e Cultura, infatti, 1.406 MLN (92%) erano previsti per progetti turistici, mentre solo 120 MLN (8%) per la cultura, con TUTTE le risorse assegnate a progetti di “conservazione” e “digitalizzazione”. Totalmente assenti, dunque, stanziamenti per il rilancio della produzione artistica e culturale.

La Slc Cgil ritiene che investire massicciamente nel settore turistico senza considerare che la produzione culturale e lo spettacolo sono una parte importante proprio della offerta turistica della nostra Regione, sia una scelta miope.

La “ripartenza” è un obiettivo ancora lontano e sarà inevitabilmente un processo molto lungo: il settore avrà quindi ancora necessità di investimenti e sostegni.

La Legge sulla Cultura del 2019 deve trovare urgentemente attuazione e deve essere adeguatamente finanziata: è quindi necessaria l’elaborazione di un Piano Straordinario della Cultura, rivolto a tutti gli operatori del comparto, che attinga a risorse ordinarie e straordinarie come quelle europee.

SLC CGIL Veneto chiede alla Regione di avviare un confronto urgente con le parti sociali al fine di individuare assieme tutte le soluzioni possibili per traghettare il comparto fino alla effettiva ripartenza di tutto il settore“.

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