Anche lo IUAV a Vicenza: il corso di design industriale in corso Fogazzaro

Anche lo IUAV a Vicenza: il corso di design industriale in corso Fogazzaro

Vicenza, 19 ottobre 2020 – Arriva a Vicenza il corso triennale di Design Industriale dello IUAV. Lo annunciano il consigliere regionale Giacomo Possamai e la consigliera comunale Isabella Sala entrambi capogruppo del Partito democratico nelle rispettive assemblee. Il corso avrà come sede palazzo Tecchio, ovvero la vecchia sede della Camera di Commercio in Corso Fogazzaro. Come dicono i due esponenti politici di centro sinistra non sarà solo un’occasione formativa per la città, per accrescere la proposta universitaria presente in città, ma anche l’occasione di rivitalizzare il centro storico utilizzando un palazzo che è rimasto per troppo tempo “disabitato”.

LA NOTA DI POSSAMAI E SALA

Scrivono Giacomo Possamai, capogruppo PD Regione Veneto, e Isabella Sala, capogruppo PD Comune di Vicenza:

“Lo avevamo scritto nelle scorse settimane. Il tema dell’allargamento degli spazi universitari a Vicenza è cruciale per il futuro della città. Per trasformare, però, il paradigma da “città con l’università” a “città universitaria”, servono azioni forti, coraggiose e un pensiero lungimirante perché le questioni da definire sono tantissime: il CITT, la mensa, gli studentati, le aule studio, il ripensamento degli spazi con l’apertura del secondo stralcio.

Lo Iuav ha firmato una convenzione con la Fondazione Studi Universitari per portare a Vicenza il corso triennale di Design industriale, indirizzo interessantissimo per il tessuto imprenditoriale vicentino. È un’occasione assolutamente da non perdere per più ragioni. Oltre alle opportunità di crescita per la “città universitaria”, c’è il tema della rivitalizzazione del centro storico attraverso il recupero di spazi caduti in disuso.

Il luogo in cui si terrebbero i corsi sarebbe infatti Palazzo Tecchio, già sede della Camera di Commercio, in corso Fogazzaro, proprio nel cuore della città: una delle zone più belle di Vicenza ma con una fila di splendidi edifici abbandonati. Ma non solo, sarebbe l’occasione per rafforzare la vocazione culturale del centro storico: pensiamo ad esempio alle sinergie virtuose che potrebbero nascere in rapporto con la Biblioteca Bertoliana o con il CISA, che sono lì a poche decine di metri.

Per tutti questi motivi si tratta di un’occasione straordinaria di rilancio per il centro storico: basti pensare a che valore avrebbe la presenza degli studenti sul piano culturale, ma anche per le attività economiche e commerciali.
Serve uno sforzo da parte di tutte le istituzioni, a partire dal Comune, per portare a termine il progetto: è necessario un investimento economico ma soprattutto la volontà politica di considerare l’università una priorità.

Qui non esistono distanze politiche, ma obiettivi comuni per una città che deve svestire i panni di “nobile provinciale” e investire sul suo futuro”. 

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