Il “nutri-score” europeo penalizza l’agroalimentare Made in Italy, Berlato interroga l’Europa

Il “nutri-score” europeo penalizza l’agroalimentare Made in Italy, Berlato interroga l’Europa

Thiene (Vicenza), 4 maggio 2020 – Riceviamo dall’onorevole Sergio Berlato, deputato europeo di Fratelli d’Italia, una interessante nota riguardante il “nutri-score”: se ne parla poco per ora, ma si tratta di un grande progetto europeo finalizzato alla promozione dell’educazione alimentare. Secondo Berlato e i suoi colleghi di partito che hanno sottoscritto un’interrogazione alla Commissione europea, il made in Italy, e parliamo di agroalimentare, anche questa volta viene penalizzato nonostante la sua qualità e salubrità!

Sergio Berlato in una foto scattata mentre era consigliere regionale a Venezia

LA NOTA DELL’ON SERGIO BERLATO

“Recentemente alcuni eurodeputati hanno presentato una lettera alla Commissione europea, indirizzata al Commissario per la salute e la sicurezza alimentare, chiedendo che il sistema di etichettatura “nutri-score” diventi obbligatorio e venga incluso nella prossima strategia “Farm to fork”. In qualità di Deputato italiano al Parlamento europeo, insieme ai miei colleghi di Fratelli d’Italia Raffaele Fitto, Carlo Fidanza, Pietro Fiocchi, Nicola Procaccini e Raffaele Stancanelli, ho depositato un’interrogazione alla Commissione europea chiedendo delucidazioni in merito all’efficacia del metodo nutri-score nella promozione di un’educazione alimentare e ai criteri sui quali tale strumento si basa nel classificare i cibi. 

Il “nutri-score” avrebbe lo scopo di indurre il consumatore verso una scelta alimentare corretta utilizzando cinque lettere (dalla A alla E) corrispondenti ad una scala cromatica divisa in cinque gradazioni, dal verde al rosso. Già utilizzato su base volontaria da alcuni paesi dell’Ue, tale sistema parrebbe fornire un’idea distorta di cosa rappresenti una corretta alimentazione, prediligendo i cosiddetti “cibi spazzatura” ad una sana dieta mediterranea. L’olio d’oliva, riconosciuto come prodotto d’eccellenza non solo in Italia, ma in tutto il mondo, è stato classificato con una D ed identificato dunque con un semaforo rosso. Al contrario una nota bevanda zuccherata ha ottenuto invece una A. 

Pare dunque che questo sistema più che basarsi sulla effettiva qualità del prodotto alimentare e sulla sua salubrità, per decidere cosa sia sano e cosa non lo sia, si basi più che altro su indici quali lo Stato di provenienza e la sua appartenenza a note aziende, capaci di far veicolare esorbitanti somme di denaro.  Ancora una volta dunque qualità, tipicità e salubrità delle eccellenze del made in Italy vengono penalizzate. Difenderemo a tutti i livelli possibili il nostro sistema agroalimentare e con esso i nostri agricoltori, allevatori e imprenditori per salvaguardare la nostra incomparabile tradizione alimentare, riconosciuta e valorizzata in tutto il mondo”. 

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