Approvato il revamping AGSM di Ca’ del Bue: è realtà il quadrilatero dei rifiuti dell’Est veronese

Approvato il revamping AGSM di Ca’ del Bue: è realtà il quadrilatero dei rifiuti dell’Est veronese

Verona, 7 gennaio 2020 – La Regione del Veneto ha approvato la seconda variante del progetto di AGSM (ora anche AIM) del revamping di Ca’ del Bue a Sud di Verona. Nell’area della provincia che comprende proprio Ca’ del Bue, San Martino Buon Albergo, San Giovanni e Zevio si sta creando una sorta di quadrilatero dei rifiuti con discariche e inceneritori. Una situazione che potrebbe diventare assai pesante per il territorio e i suoi abitanti. Pertanto Europa Verde sostiene che sia urgente introdurre una riflessione strategica sui Bacini provinciali che riguardano la gestione dei rifiuti. Leggiamo la nota di Europa Verde di Verona.

LA NOTA DI EUROPA VERDE DI VERONA

Sui territori dei Comuni di San Martino Buon Albergo, di San Giovanni, di Zevio, sta crescendo la pressione di discariche e impianti di trattamento rifiuti. Progeco allargherà la discarica di Ca’ Vecchia, con un superamento dei 2 milioni di metri cubi di stoccaggio. Craver, nell’area nord del territorio di San Martino ha presentato in Regione un progetto di inceneritore di fanghi di depuratori. A Zevio, la discarica di Ca’ Bianca sta inquinando la falda: PFAS sono indiscutibilmente rilevati, tra l’altro in prossimità della linea delle risorgive.

La goccia che fa traboccare il vaso è l’approvazione regionale al revamping di Ca’ del Bue. La Direzione Ambiente ha approvato la seconda variante presentata da Agsm per l’avviamento della nuova sezione di essicazione. Seconda la Direzione Ambiente, quindi, a seguito di questa decisione non dovrà seguire una valutazione di impatto ambientale. Quindi non sarà possibile nessuna azione preventiva allo scopo di sondare odori, polveri, rumori? San Martino e San Giovanni potrebbero vedere gli abitati e il Parco del Pontoncello invasi dall’odore di acido solfidrico.

È assolutamente necessario rivedere la gestione dei Bacini territoriali dei rifiuti, attraverso un’analisi ad ampio spettro che inserisca l’Est veronese nelle più ampie dinamiche regionali. I tre bacini veronesi, nel lungo periodo, dovranno operare in sinergia o in autonomia? Dovremmo assistere a una polarizzazione sul territorio dell’Est veronese delle pratiche di smaltimento che riguardano l’intera provincia?

Il 20% dei rifiuti non è riciclabile. Sul lungo termine, ognuno dei tre Bacini veronesi dovrà dotarsi di impianti di inertizzazione, o stoccaggio? 

La risposta a queste domande pertiene alla Regione, che deve necessariamente rivedere in prospettiva il proprio Piano regionale rifiuti. Oppure dovremo procedere continuamente concedendo, in deroga, pericolosi ampliamenti alle discariche esistenti?

Si aggiunga che tutto questo ricade su un territorio, quello dell’Est veronese, reso ulteriormente fragile dagli imminenti insediamenti dei cantieri TAV e da una viabilità decisamente compromessa a causa di uno stop triennale – assolutamente non preparato dalle Amministrazioni locali –  degli sbocchi della Tangenziale Sud.   

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