“Mentre ci si prepara a celebrare l’8 marzo e l’importante traguardo degli 80 anni dal voto alle donne, il Governo Meloni risponde con un atto di smantellamento dei diritti: la cancellazione della figura delle Consigliere di parità regionali e territoriali.”
Lo denunciano le consigliere regionali Chiara Luisetto (Partito Democratico) ed Elena Ostanel (Alleanza Verdi e Sinistra), che hanno “depositato oggi una risoluzione, sottoscritta anche dalle consigliere Anna Maria Bigon e Monica Sambo del Partito Democratico, e da Rossella Cendron (Le Civiche venete), in risposta allo schema di decreto legislativo trasmesso al Parlamento il 19 febbraio 2026. Il provvedimento, che recepisce le direttive UE 2024/1499 e 2024/1500, prevede infatti all’articolo 7 l’abrogazione delle norme nazionali che oggi garantiscono la nomina di una consigliera o di un consigliere di parità in ogni Regione e Provincia”.
“Siamo di fronte a una scelta profondamente sbagliata e slegata dalla realtà — sottolineano Luisetto e Ostanel — Chiudere i presidi territoriali per accentrare tutto in una struttura ministeriale a Roma significa allontanare le istituzioni dai problemi concreti delle cittadine. È pura illusione pensare che una donna in difficoltà lavorativa in un piccolo comune del Veneto possa trovare risposte efficaci inviando una semplice comunicazione a un ufficio romano. La scelta di sopprimere gli articoli dal 12 al 20 del decreto legislativo 198/2006 introduca un modello centralizzato che rischia di dissolvere una dimensione territoriale costruita in vent’anni. La capillarità non è un elemento accessorio, ma il presupposto fondamentale affinché la tutela contro ogni forma di discriminazione sia effettiva, specialmente per le lavoratrici madri e per chi subisce discriminazioni nei contesti periferici o nelle aree interne”.
“Attraverso la risoluzione presentata – spiegano le firmatarie – impegniamo la Giunta regionale ad attivarsi con urgenza presso la Presidenza del Consiglio e il Ministero per le Pari Opportunità per esprimere la netta contrarietà del Veneto allo smantellamento di questa rete. Le Consigliere di parità sono sentinelle fondamentali per il contrasto alle discriminazioni sul posto di lavoro e il loro ruolo nel monitoraggio e nel contenzioso lavoristico è insostituibile. Se davvero si vuole onorare l’8 marzo e la storia dell’emancipazione femminile, non si può procedere con tagli che colpiscono gli strumenti di tutela”.
“Chiediamo un ripensamento immediato: la parità effettiva si costruisce con risorse e prossimità, non desertificando i territori e le competenze maturate in questi anni”, concludono Luisetto e Ostanel.
(fonte: ARV)


