Dal cinema alla guerra, dal caso Epstein all’affaire Pfas

Dal cinema alla guerra, dal caso Epstein all’affaire Pfas

Quando la narrazione filmica e la cronaca o l’approfondimento cessano di essere strumenti a servizio della conoscenza o della cultura?
E quando diventano vera e propria architettura del condizionamento?
La rappresentazione della realtà, dalla trincea dei conflitti bellici o sociali alle silenziose contaminazioni dei territori può essere filtrata da qualsiasi regime: anzitutto quando le emozioni diventano strumento di manipolazione dei fatti. Se il cinema plasma l’immaginario e la stampa definisce l’agenda pubblica, il soft power può essere definito quindi il collante invisibile di interessi più o meno confessabili: una forza capace di normalizzare la percezione di ogni asperità praticata in primis con una feroce lotta di classe dall’alto verso il basso. Si tratta di suggestioni o di una condizione già tangibile?

Sono questi i temi e gli interrogativi che saranno affrontati nella serata in programma venerdì 6 marzo alle ore 20,15 nella sala civica di villa Tacchi in viale della Pace 87-89 a Vicenza. L’evento, organizzato dal sindacato CUB-Confederazione unitaria di base, sarà moderato dalla segretaria vicentina della stessa CUB Maria Teresa Turetta.

Il titolo scelto è «Cinema, media e poteri: propaganda e disinformazione tra venti di guerra conflitti sociali e drammi ambientali». Relatori saranno il filmmaker Federico Greco (che ha da poco dato alle stampe un libro dedicato all’argomento) e i giornalisti d’inchiesta Marco Milioni di
Today.it e Andrea Tomasi di Byoblu. I quali  che da tempo sondano e approfondiscono tematiche scottanti in ambito ambientale, economico, politico, sociale e criminale.

Il Veneto ed il Vicentino sono stati, e sono tuttora oggi, investiti da questioni di rilevanza nazionale che meritano una lettura in controluce che possa fare affidamento su una riflessione di ampia portata: una riflessione che coinvolga pure alcuni imprescindibili aspetti culturali e antropologici che contraddistinguono il nostro tempo. Dall’affaire banche popolari venete al caso Pfas, dalla vicenda delle Olimpiadi di Cortina a quella del Mose o della Superstrada pedemontana veneta, il
peso dei poteri forti si fa sentire da tempo immemore: anche per la presenza di servitù militari statunitensi che costituiscono una ferita che, sul piano sociale e non solo, rimane ancor oggi aperta anche in considerazione delle ultime novità che giungono dallo scacchiere
mediorientale per non parlare della vicenda degli Epstein file. Il tutto è legato da un sottile filo rosso? È in quest’ottica, di conseguenza, che si colloca la serata del 6 marzo: la quale oltretutto sarà aperta ad un confronto diretto tra pubblico ed ospiti. Spetterà quindi a Greco,
Milioni e Tomasi indagare, oltre alle connessioni vere o presunte, gli strumenti più o meno invisibili del soft power ovvero di quel potere non troppo percettibile che, assieme a quello più segnatamente coercitivo, costituisce l’altra faccia della stessa stessa medaglia.

CENNI BIOGRAFICI
Federico Greco, nato a Roma nel 1969, è filmmaker saggista e docente in
materie cinematografiche. Greco, che di recente ha dato alle stampe
«Cinema e potere: leggere la propaganda nella storia del cinema di
Hollywood», in Italia è considerato uno dei più profondi conoscitori
dell’arte del regista britannico Stanley Kubrick. Proprio sulla vita e
sulla figura del cineasta del Regno unito, Greco ha firmato la serie per
Raisat cinema «Stanley and us» assieme a Mauro Di Flaviano e Stefano
Landini. Sul canale YouTube OttolinaTv Greco è autore di una corrosiva
rubrica settimanale intitolata «Desaparecinema».

Marco Milioni, è nato a Roma nel 1973, vive e lavora a Vicenza: ha
iniziato la sua esperienza sulla carta stampata come cronista politico
al Gazzettino divenendo poi corrispondente per Radio Rtl 102,5 e Radio
Rtl Venezia occupandosi di cronaca nera, giudiziaria e amministrativa.
Oggi è firma fissa per le testate Today.it e Vicenzatoday.it, del
network italiano Citynews, per le quali come giornalista investigativo e
video-giornalista segue inchieste e approfondimenti, tra le altre, in
materia di ambiente, infrastrutture, giustizia, politica, geopolitica e
criminalità economica: il tutto anche con un occhio di riguardo ad
alcune dinamiche del complesso militare industriale.

Andrea Tomasi, classe 1973 è un giornalista, documentarista e scrittore
trentino, la cui carriera si è evoluta da una assidua presenza sulla
stampa regionale verso una divulgazione di caratura nazionale ad ampio
spettro. Ha scritto libri e realizzato docufilm sui danni riferibili ai
pesticidi nonché sulla contaminazione delle matrici ambientali da
derivati del fluoro più noti come Pfas. Anche nell’ambito del suo
impegno nel mondo radiotelevisivo il giornalista ha mantenuto un focus
centrale sui temi ambientali e sociali. Il passaggio a Byoblu poi ha
visto confermata questa scelta. Presso l’emittente fondata da Claudio
Messora Tomasi è diventato uno dei volti principali, ricoprendo il ruolo
di conduttore e autore.

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