“Ho letto con attenzione le dichiarazioni di Assofond a sostegno del progetto per il maxi-impianto di trattamento rifiuti di Silva e capisco gli interessi industriali in gioco. Mi permetto di segnalare un ‘piccolo’ problema: quell’area insiste su una delle falde acquifere più importanti d’Europa, che rifornisce di acqua potabile decine di comuni del Vicentino e del Padovano”. E’ quanto dichiara Carlo Cunegato, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra in Consiglio regionale del Veneto.
“Quella dell’Associazione delle fonderie italiane è un’uscita che giudico infelice e inopportuna, alla vigilia della Conferenza dei Servizi decisoria convocata dalla Provincia il 13 marzo 2026, – aggiunge Cunegato -. Non credo sia un caso, se l’Autorità di Bacino Distrettuale delle Alpi Orientali, ha chiesto la sospensione dell’iter autorizzativo, perché potrebbe interferire con le aree di salvaguardia delle opere di captazione destinate al consumo umano nei Comuni di Dueville (VI) e Villaverla (VI). Una decisione presa anche per impulso della Regione, dopo l’approvazione della mozione che abbiamo proposto come forze di opposizione per chiedere la perimetrazione delle aree di salvaguardia. Ricordo, – sottolinea Cunegato – che anche l’Ulss 7 Pedemontana, ha espresso parere negativo dichiarando il progetto ‘non compatibile’ con il sito e che esperti di primo piano, come Andrea Rinaldo, il premio ‘Nobel dell’acqua’, hanno detto chiaramente che quell’impianto non può essere realizzato in quel sito. Credo davvero non si possano ignorare i giudizi tecnici, ormai inequivocabili, che descrivono un rischio reale”.
“Nessuno mette in discussione il valore dell’economia circolare o il ruolo delle fonderie nella manifattura veneta. Il punto è un altro: dopo il disastro dell’Azienda Miteni, e i 3 milioni di metri cubi di materiale contaminato da Pfas spostati dai cantieri della Pedemontana in 28 siti del vicentino, chiunque abbia a cuore davvero il territorio dovrebbe sapere che il principio di precauzione non è un capriccio ideologico, ma l’unico approccio sensato. L’economia circolare ha senso se non compromette le risorse naturali che ne sono il presupposto”, conclude Cunegato.
(fonte: ARV)


