“Prendiamo atto della legittima volontà di sviluppo industriale e degli obiettivi di economia espressi da Assofond, in merito al progetto di Silva S.r.l. a Montecchio Precalcino. Tuttavia, la corretta comunicazione e il senso di responsabilità ci impongono di ribadire un punto fermo: l’interesse privato, per quanto legittimo, non può essere messo in primo piano rispetto alla protezione di un’area dalla sensibilità ambientale straordinaria”.
Con queste parole i consiglieri regionali del Partito Democratico, Chiara Luisetto, Antonio Marco Dalla Pozza e Andrea Micalizzi intervengono nel dibattito sul futuro dell’impianto vicentino.
“Riconosciamo il valore strategico per l’economia nazionale e regionale della filiera delle fonderie, ma qui si tratta di una imprescindibile questione di localizzazione. Il sito di Montecchio Precalcino, – proseguono gli esponenti dem -, insiste su un bacino acquifero fondamentale e su una falda freatica vicinissima alla superficie che alimenta non solo il territorio locale, ma garantisce l’acqua potabile a gran parte del Padovano. Ricordiamo, inoltre, che il Comune di Dueville (VI), non dispone ancora di un allaccio integrale all’acquedotto, rendendo la tutela delle acque sotterranee una questione di sicurezza vitale e immediata per i residenti”.
“Il territorio ha già pagato prezzi altissimi in termini ambientali – incalzano Luisetto, Dalla Pozza e Micalizzi -. L’ombra del disastro dell’Azienda Miteni è ancora viva e le recenti criticità legate all’inquinamento delle acque da parte del cantiere della Superstrada Pedemontana Veneta (SPV), ci dicono che non possiamo permetterci alcuna leggerezza. La politica ha il dovere di prevenire, non di inseguire le emergenze. Per molti anni la legge relativa alle aree di salvaguardia è rimasta ferma e con essa anche uno sviluppo ordinato del territorio e delle imprese. Proprio per questo, vogliamo richiamare la mozione approvata all’unanimità dal Consiglio Regionale, che impegna la Giunta ad accelerare l’iter per l’istituzione delle aree di salvaguardia. Attualmente, la Commissione Tecnica sta valutando il progetto: la nostra è una richiesta di chiarezza basata su dati oggettivi e su un principio di precauzione necessario. La tutela della salute e dell’acqua deve restare la priorità assoluta di ogni scelta”, concludono i consiglieri.


