8 marzo – MovimentiAMOci chiede alle istituzioni più prudenza per evitare le “madrectomie giudiziarie”

8 marzo – MovimentiAMOci chiede alle istituzioni più prudenza per evitare le “madrectomie giudiziarie”

L’associazione MovimentiAMOci, impegnata nella tutela dei diritti delle donne e dei minori nei procedimenti giudiziari familiari, porta all’attenzione dell’opinione pubblica una situazione che ritiene estremamente delicata e urgente.

LA STORIA DI “ALBA”

Una bambina di pochi anni, che chiameremo con il nome di fantasia “Alba” (per tutelarne la privacy), potrebbe essere allontanata dalla madre e collocata presso il padre nell’ambito di un procedimento di separazione attualmente in corso presso il Tribunale civile di Padova.

La bambina vive stabilmente con la madre in provincia di Padova da sempre. Frequenta la scuola dell’infanzia, è ben inserita nel contesto sociale del territorio e pratica diverse attività sportive.

Nel corso della separazione giudiziale tra i genitori, avviata nel 2023, il Tribunale aveva inizialmente disposto l’affidamento condiviso con collocamento della minore presso la madre. Una prima consulenza tecnica d’ufficio aveva ritenuto entrambi i genitori idonei all’esercizio della responsabilità genitoriale.

Con il passare del tempo, tuttavia, la bambina ha manifestato un progressivo rifiuto degli incontri con il padre, arrivando a manifestare forte agitazione e opposizione alla sola vista del genitore.

Nel 2025 il Tribunale ha disposto una nuova consulenza tecnica per approfondire le ragioni di tale rifiuto. Nell’ambito di questa attività peritale è stata depositata agli atti una registrazione audio effettuata dal padre senza il consenso della madre durante un momento di sfogo privato nella propria abitazione.

A seguito di tale deposito, la consulente tecnica ha presentato un’istanza urgente chiedendo al giudice l’allontanamento della bambina dalla madre  e il suo collocamento presso il padre, con limitazione dei contatti madre-figlia a incontri protetti e telefonate supervisionate, solo quando la bambina accetterà il padre.

LA PREOCCUPAZIONE DI MOVIMENTIAMOCI

L’associazione MovimentiAMOci esprime forte preoccupazione per l’ipotesi di un provvedimento che comporterebbe per la minore uno sradicamento improvviso dal proprio ambiente di vita, dalla casa in cui è cresciuta, dalla scuola e dalle relazioni sociali costruite nel territorio.

Particolare preoccupazione suscita inoltre il fatto che nella relazione peritale venga richiamata letteratura relativa al cosiddetto “rifiuto genitoriale”, un costrutto teorico oggetto di ampio dibattito nella comunità scientifica e giuridica internazionale.

MovimentiAMOci richiama inoltre l’attenzione sul fatto che la giurisprudenza della Corte di Cassazione ha più volte chiarito che teorie riconducibili alla cosiddetta ‘sindrome di alienazione parentale’ non costituiscono una diagnosi scientificamente validata e non possono essere utilizzate come base automatica per decisioni che incidono sulla vita dei minori.

Nel dibattito pubblico sui diritti dei minori e delle donne, situazioni di separazione forzata tra madre e figlio derivanti da decisioni giudiziarie drastiche vengono talvolta definite “madrectomie”, termine utilizzato per descrivere la rottura improvvisa di un legame primario tra madre e bambino.

MovimentiAMOci richiama l’attenzione sul rischio che provvedimenti estremamente incisivi sulla vita dei minori possano produrre effetti traumatici se adottati senza una rigorosa valutazione delle loro conseguenze psicologiche ed emotive.

LA CORTE D’APPELLO E IL CASO DEL BIMBO VICENTINO

Non si tratta di un tema astratto. Recentemente, in un diverso procedimento nel territorio veneto, la Corte d’Appello ha revocato il collocamento in comunità disposto dal Tribunale nei confronti di un bambino di otto anni, rilevando come mancasse un’adeguata valutazione dell’impatto potenzialmente pregiudizievole derivante dall’allontanamento dal proprio contesto di vita.

Quella pronuncia ha ribadito un principio fondamentale: l’allontanamento di un minore rappresenta una misura di estrema gravità che richiede una valutazione concreta e approfondita dei suoi effetti sull’equilibrio psicologico ed emotivo del bambino.

MOVIMENTIAMOCI CHIEDE PIU’ ATTENZIONE VERSO I MINORI

Per questo si chiede la massima attenzione delle istituzioni, della società civile e degli organi di informazione su vicende che sollevano interrogativi importanti sulla tutela dei diritti dei minori nei procedimenti familiari.

Le decisioni che riguardano i bambini devono essere guidate da prudenza, responsabilità e dal rispetto dei loro legami affettivi primari.

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