Un chiodo non regge: scalatore cade dalla torre Venezia (Civetta) per 180 metri: morto!

Un chiodo non regge: scalatore cade dalla torre Venezia (Civetta) per 180 metri: morto!

Taibon Agordino (Belluno), 28 agosto 2021 – È stato recuperato questa mattina il corpo senza vita di un giovane alpinista lombardo precipitato ieri sera, mentre con il compagno di cordata si preparava a scendere in doppia dalla Torre Venezia, in Civetta, dopo aver scalato la Via Ratti. Tratto in salvo l’amico rimasto da solo in quota tutta la notte.

Ieri sera attorno alle 22, la Centrale del Suem è stata allertata da uno scalatore, che aveva visto cadere il suo compagno di cordata dalla cengia circolare in cima alla Torre Venezia, prima di iniziare la discesa.

Allertato il Soccorso alpino di Agordo, una squadra ha raggiunto in jeep il Rifugio Vazzoler per poter essere trasportata in quota da uno degli elicotteri abilitati al volo notturno e provvedere al recupero del ragazzo, 23 anni di Milano, bloccato a 2.450 metri di quota. Per tenergli compagnia, aggiornarlo su quanto si stava facendo, rincuorarlo, un soccorritore lo ha costantemente contattato al cellulare ogni 15/20 minuti. Concordato in prima battuta l’invio dell’elisoccorso trentino, non c’è più stata possibilità di un suo intervento perché impegnato in altre missioni urgenti.

Il Soccorso alpino stamane finalmente interviene sulla Torre Venezia sul Civetta

DL MALTEMPO LO STOP AGLI ELICOTTERI

Verso le 23 è arrivata l’eliambulanza dell’Aiut Alpin Dolomites di Bolzano che ha subito effettuato una ricognizione, constatando che la nebbia stazionava 20 metri sotto il punto dove si trovava l’alpinista. Sceso in piazzola, con il peggiormento del tempo l’elicottero si è spostato ad Agordo, dove ha atteso un eventuale miglioramento fino alle due, quando, perdurando le condizioni negative, l’equipaggio è rientrato.

Alle 3 c’è stato un piccolo miglioramento, anche in questo frangente però l’eliambulanza di Trento – prevista in avvicinamento in mezz’ora – non è partita per repentini mutamenti meteo. Alle prime luci, è atterrato a disposizione delle squadre l’elicottero dell’Air Service Center, convenzionato con il Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi, che ha atteso si aprisse un varco tra le nuvole persistenti per decollare.

FINALMENTE IL RECUPERO DEL SUPERSTITE

Alle 6 e 25 due soccorritori sono stati imbarcati e l’elicottero è salito all’altezza della cengia circolare, dove uno di loro è sceso ed è andato incontro al ragazzo, che stava bene sebbene fortemente scosso. Caricato a bordo, il ventitreenne è stato portato fino al campo base ai Piani di Pelsa e da lì accompagnato al Rifugio Vazzoler per essere riscaldato e rifocillato. L’elicottero è poi nuovamente volato verso la parete per cercare il ragazzo precipitato, G.D.C.B., 27 anni, di Cesano Maderno (MB). Scese ancora le nuvole, è stata necessaria una nuova rotazione per individuare il corpo senza vita, finito 180 metri più in basso in un canalino sotto l’arrivo delle doppie. Sbarcati 7 soccorritori, sono stati attrezzati gli ancoraggi per calarsi, ricomporre e imbarellare la salma.

Il recupero è poi avvenuto con l’elicottero del Suem di Pieve di Cadore, che ha provveduto a portare a valle anche i soccorritori.

Le corde pronte per la discesa

LA PROBABILE CAUSA DELL’INCIDENTE MORTALE

Dalle prime informazioni, usciti dalla Via Ratti ieri verso 21 e 30, sulla cengia circolare i due scalatori si sono spostati al piccolo canalino di 5-6 metri che porta alla partenza delle doppie. All’inizio di questo canalino c’era un chiodo con cordino, utilizzato da alcuni scalatori per scendere all’attacco delle doppie, che è uscito dalla fessura, non appena il ragazzo ha caricato il peso dopo essersi agganciato, facendolo precipitare nel vuoto.

(Fonte: CNSAS Veneto)

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