I bambù di Freak of Nature su 130 negozi sfitti a Venezia: “Denuncio la crisi!”

I bambù di Freak of Nature su 130 negozi sfitti a Venezia: “Denuncio la crisi!”

Venezia, 24 gennaio 2022 – Non poteva mancare anche il centro storico del capoluogo di regione, ovvero Venezia, tra le città mappate da Freak of Nature, l’artista originaria di Milano, che ha già colpito con la sua poetica delle rullate di verde in altre città venete. Nella città lagunare ha registrato il suo record: 130 negozi e locali segnalati come sfitti o abbandonati in un’area relativamente circoscritta nei sestrieri di San Marco, Cannaregio, in parte anche di Castello. Sentita all’alba di domenica 23 gennaio 2022 ci ha raccontato l’impresa: “Siamo stati al lavoro (lei e una crew di tre-quattro persone) dalle 23 di sabato sino alle 5 del mattino di domenica – ha esordito -. Abbiamo visto una Venezia deserta, abbandonata, davvero una desolazione. E tanti troppi i negozi e gli spazi sbarrati (ed evidentemente non utilizzati, ndr) o in affitto”.
“La crisi colpisce duro anche Venezia, forse più di Vicenza, Bassano e Belluno”, sottolinea Freak of Nature. “E sembra che la Venezia serale e notturna non esista più”. Con lei alcuni lavoratori del commercio e della cultura in cassa integrazione o disoccupati: le categorie davvero in difficoltà soprattutto a Venezia come ci raccontano anche su lineanews.it i sindacati.

A Vicenza, la prima città oggetto del blitz per mettere in risalto la crisi sul territorio, la mancanza di servizi, lo spreco di spazio, l’impoverimento del tessuto urbano, l’artista con un gruppo di “aiutanti” ha vergato con una tempera lavabile ben 90 negozi (e solo in centro storico dentro alle mura). A Bassano del Grappa i negozi dipinti, sono stati 50; a Belluno ben 60. Iniziative messe a segno tra ottobre e dicembre. E solo in provincia di Vicenza è stata minacciata di denuncia per “imbrattamento” e il suo comportamento additato da amministratori locali e rappresentanti dei commercianti come qualcosa di riprovevole, da non fare: un vero e proprio “attentato alla proprietà privata” altrui!

Fortunatamente le forze dell’odine sono guidate da persone che sanno valutare il peso di certe azioni e sanno anche riconoscere un’attività politico-artistica di denuncia da un vandalismo qualsiasi.
Infatti più volte l’artista ha spiegato che si tratta di pennellate di tempera lavabile su vetro. Noi stessi di Lineanews.it abbiamo toccato con mano e siamo riusciti a grattare efficacemente con un paio di unghiate uno dei suoi bambù (scusaci Freak of Nature, ma dovevamo provare!).

Sì perché le strisce verticali verdi rappresentano il bambù, che cresce veloce dove l’uomo abbandona il terreno: è la natura che si riappropria del territorio … e comincia a rigenerarlo!

A Venezia la reazione è stata positiva: è evidente che si tratta di una città che ha un tessuto culturale in grado di confrontarsi e rapportarsi con l’arte e gli artisti contemporanei e in particolare con la street-art. Venezia è sede della Biennale d’Arte, del Cinema, dell’Architettura. E’ sede dell’Accademia di Belle Arti, dello IUAV e di Ca’ Foscari. Insomma è terreno culturalmente fertile. Dimostra come il resto del Veneto, in particolare Vicenza e Bassano, siano indietro anni luce rispetto al contemporaneo!
Un appello: accettateli questi artisti e, come dice Luca Zaia (nell’imitazione di Crozza), “ragionateci sopra”!

Tanti i commenti positivi di veneziani e artisti che vivono la città, per l’azione costante faticosa e di denuncia di Freak of Nature. E anche un commento di un amministratore locale Marco Gasparinetti che riconosce l’intelligenza dell’atto artistico con valenza politica! E ci “ragiona sopra”!

Di seguito alcune foto (delle decine) che ci ha mandato Cesare Gasparini.

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