Galla: a Vicenza rischiamo di avere la Basilica vuota per 18 mesi

Galla: a Vicenza rischiamo di avere la Basilica vuota per 18 mesi

Intanto Rovigo organizza su Dante e Chagall due mostre GRATIS! “La Quercia di Dante” è in corso (prorogata) fino al luglio e Chagall da settembre 2020.

Vicenza, 2 giugno 2020 – “Ad oggi sappiamo che la Basilica palladiana resterà vuota fino al 2021 inoltrato (per 18 mesi, ndr) e Vicenza non è riuscita a rilanciare la proposta espositiva subito dopo la quarantena come invece avviene proprio in questi giorni a Rovigo (La Quercia di Dante, ndr) e a Padova (A nostra immagine, Scultura in terracotta nel Rinascimento da Donatello a Riccio, ndr)”. Lo afferma Cesare Galla, giornalista, accademico olimpico e musicologo che abbiamo interpellato dopo aver visto una sua interessante analisi su Vvox sull’inizio disastroso delle mostre in Basilica proposte dall’amministrazione Rucco.

– Facciamo in sintesi un bilancio della mostra “Sguardi di Donna” dedicata in particolare agli anni ’20 del ‘900 e in particolare al pittore “vicentino” Ubaldo Oppi?

“Conosciamo solo una serie di proiezioni e un presunto buco di almeno 700mila euro; ma il dato mai comunicato riguarda di fatto l’incasso realmente avvenuto, perché non tutti i 26mila visitatori (dichiarati) probabilmente hanno pagato il biglietto intero (16 euro). Sarebbe davvero interessante sapere quanto abbia fruttato la mostra. Perché il buco potrebbe essere anche di un milione di euro”.

– L’amministrazione pensava di andare in pareggio e invece …

“Diciamo che si è iniziato male dai preventivi: inizialmente si pensava di spendere 800mila euro, poi si è passati al doppio: 1 milione e 600mila euro, questo il costo (dichiarato) della mostra su Oppi.”

– L’amministrazione Rucco si è insediata due anni fa. Facciamo un bilancio di questi due anni nel settore cultura?

“Direi che un anno di fatto è stato buttato al vento per tutte le vicende legate ad equilibri politici della maggioranza: si è arrivati dopo 12 mesi circa ad un rimpasto di giunta con la “defenestrazione” di Claudio Cicero da palazzo Trissino. Il programma delle tre mostre è più che dignitoso; anche questa prima mostra curata dalla professoressa Stefania Portinari è stata molto interessante, ma si è trattato di  un prodotto di nicchia. Ipotizzare di arrivare a 100mila visitatori era davvero esagerato: il pareggio ci sarebbe stato a 62mila? anche se non ci fosse stata la quarantena da Coronavirus non si sarebbero mai raggiunti”.

“Al di là del problema mostre, ve ne sono degli altri: al Teatro Comunale il presidente Ditri è in proroga da un anno e bisogna trovare un successore? Al Teatro Olimpico l’interessante programmazione del direttore Giancarlo Marinelli quest’anno è stata ridimensionata drasticamente … e sia il ciclo dei Classici all’Olimpico, sia Vicenza Jazz si vedranno dimezzati i budget per la perdita economica della mostra di Oppi”.

– Il Coronavirus ha colpito indirettamente anche l’economia ricettiva del centro della città (a partire da bar e ristoranti): gli esercenti non hanno visto nemmeno col binocolo l’indotto delle mostre curate da Marco Goldin. Cosa pensa dell’aumento del caffè?

“Una mossa indecente, ma non mi sorprende affatto! Poi, se fosse stato costituito un “cartello” per eludere la concorrenza, saremmo nell’illecito. Certo le mostre dell’amministrazione Variati hanno attratto complessivamente un milione di visitatori e hanno portato sviluppo in città: sotto l’amministrazione precedente sono sorte e si sono sviluppate diverse attività della ristorazione”.

– Che consiglio possiamo offrire a questa amministrazione per ridare slancio alla cultura a Vicenza?

“Ci vorrebbe da una parte una gestione più oculata e precisa a livello economico e poi maggiormente brillante nella proposta: ci vorrebbe un po’ di coraggio. E bisogna andare oltre l’appartenenza ideologica: di base ci vogliono conoscenza, capacità e oggettività! Senza lasciarsi andare ad eventi di “cassetta”. Temo che dovremo aspettare il 2021 per vedere qualcosa di nuovo”.

– E che fare nel frattempo?

“Come minimo bisognerebbe che in amministrazione si progettasse valorizzando al meglio le energie che abbiamo”.

“Comunque la vera sfida ora è trovare le risorse e le sponsorizzazioni per le iniziative dell’anno prossimo”.

– Cosa resta di buono della mostra Ritratto di Donna?

“Partiamo dall’allestimento: l’ho apprezzato, è un buon lavoro rispettoso del monumento. Oggettivamente non sarà stata un successo di pubblico, ma rimane un lavoro di ricerca artistica e culturale di spessore, raccolta in un catalogo corposo e interessante”.

Evidentemente tutto ciò non basta: soldi e spazi pubblici devono portare un vantaggio ai suoi cittadini (compresi i commercianti): non certo un buco di bilancio che immobilizza la città dal punto di vista culturale per un anno e mezzo! Per le ricerche l’Università paga già docenti e ricercatori!

Sul fatto che la ricerca anche in campo culturale vada pagata meglio e ne vada fatta di più, è un altro capitolo!

Foto ripresa il 5 maggio 2020: si caricano le opere da restituire (ph Francesco Brasco)

LINK: La Quercia di Dante, Rovigo – su ROOM21.it

LINK: A Nostra Immagine (da Donatello a Riccio), Padova – su Room21.it

LINK all’articolo citato nel pezzo di Cesare Galla su VVox

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