Cunial e Benedetti denunciano aumento uso pesticidi in Veneto

Cunial e Benedetti denunciano aumento uso pesticidi in Veneto

“In Veneto si registra l’ennesimo inquietante aumento dell’uso di pesticidi. Stiamo parlando, secondo i dati ISTAT, di un incremento del 21% in tutta la Regione, che arriva a un +50% nella provincia di Treviso. È inconcepibile che non ci si renda ancora conto che questi numeri significano una condanna a morte per la nostra terra e le persone che la abitano”. Ad affermarlo sono le deputate del Gruppo Misto Sara Cunial di Bassano del Grappa e Silvia Benedetti di Padova.

“Anche i dati ARPAV, seppur diversi da quelli dell’ISTAT, confermano questa brutta piega – continuano le deputate – un trend fortemente incentivato dalle politiche di Zaia e della Lega che, a quanto pare, pur di compiacere imprenditori, associazioni di categorie e industria dell’agrochimica, sono disposti a svendere la salute e la terra dei propri cittadini. Una salute e una terra già ampiamente compromesse da anni di politiche agricole e industriali che da sempre hanno sacrificato il Bene Comune e il benessere di tutti al guadagno di pochi.

Questi sono i risultati: falde acquifere contaminate, suoli devastati, colate di cemento ovunque, incremento delle patologie legate a sostanze chimiche che in qualsiasi Paese di buon senso e civiltà vengono limitate o bandite, mentre da noi sono favorite.

I meleti, i vigneti e il Prosecco a cui oggi c’è chi brinda – proseguono – non sono che il triste specchio di un’agricoltura industriale fallimentare, nemica delle persone, della terra, del clima e del futuro.

Anche per questo oggi abbiamo inviato ai ministeri competenti e ai relativi sottosegretari la richiesta urgente di pubblicare il Piano di azione nazionale sull’uso sostenibile dei fitofarmaci (PAN) scaduto a febbraio 2019 e da mesi insabbiato al ministero delle Politiche Agricole”.

“Un ritardo – concludono le due parlamentari venete – che ancora una volta gioca a favore delle multinazionali dell’agrochimica e delle associazioni di categoria, visibilmente infastidite da una possibile legislazione più stringente ed efficace nella tutela dei lavoratori, dei cittadini e dell’ambiente”.

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